Interrompo la serie di post per uno sfogo personale.
Mi permettete di essere kattivo ? Ma non tanto… Giusto un po’ amaro…
Sono mesi che seguo il mercato dell’audiolibro in Italia ed in Europa, e sono giunto ad una conclusione sul perché questo prodotto non sfonda in Italia.
Se chiedete agli editori questi vi risponderanno con sicumera “Perché il pubblico non lo vuole… Perché il pubblico non é pronto”
BALLE
La verità , quella vera, quella brutta da dirsi, è che sono gli editori a non essere pronti. TUTTI. Anche i più all’avanguardia.
I migliori cosa fanno per gli audiolibri?
Prendono un libro, lo fanno leggere a qualcuno di famoso (perche’ l’autore non ha più voce ? Perché un attore esordiente non sa leggere in italiano?) spendendo un sacco di soldi, ne fanno un bel CD che distribuiscono IN LIBRERIA !
Capito ? Fanno un CD e poi lo distribuiscono in un posto dove, quando uno entra, nel 100% dei casi ha in mente di acquistare un libro di carta.
Il percorso quindi solitamente è questo:
1) Faccio UN SOLO audiolibro (perché mi costa troppo… la voce dell’ultima star devo pagarla bene).
2) Mando il primo e unico audiolibro in tutte le librerie collegate. Chi lo riceve lo mette nello scaffale “Varie ed eventuali” perché pensa “ma guarda…mi hanno mandato un libro per ciechi…”.
3) Tre mesi dopo guardo le statistiche di vendita e scopro che sono stati venduti 20 audiolibri e che grazie al mio modello distributivo mi hanno reso MENO di un libro normale (ho sostenuto TUTTI i costi del normale libro cartaceo e in più quelli della voce e della masterizzazione audio).
4) Abbandono ogni progetto di audiolibro e dichiaro che il mercato non è pronto. Io editore ho già speso troppo. Che ci provino altri, se credono.
C’è una fallacia logica in questo processo, fallacia che non può essere colmata dai generosi tentativi dei singoli che con passione si dedicano allo sviluppo dell’audiolibro in Italia.
E se il percorso fosse diverso ? E se iniziassimo da contenuti diversi ? Da canali distributivi diversi ? Da logiche diverse ?
Io una proposta ce l’ho, ma c’è bisogno di braccia forti e ingegno per portarla avanti. Chi mi aiuta ?
Paolo